Tenendolo sulle ginocchia medicavo il suo viso così presto colpito dall'amore e dalla stupidità, e a lui, romantico fanciullo, parlavo del coraggio e dell'orgoglio degli innamorati, mentre lui, forse solo un bambino umiliato, piangeva stringendosi a me.
E intanto che ascoltavo la drammatica vicenda, sempre pronta a giocare col pensiero, mi ponevo una domanda peregrina, e scelsi di porla anche a te.
E toccai la coincidenza, e cominciasti a raccontarmi, mentre ferma leggevo. E fu buio, e mi raccontavi quella favola in silenzio, nel vento della sera, tenendomi vicina e toccandomi i capelli.
Ma non fumavi
"Forse scrivere significa colmare gli spazi bianchi dell'esistenza, quel nulla che si apre all'improvviso nelle ore e nei giorni, fra gli oggetti della camera, risucchiandoli in una desolazione e in un'insignificanza infinita" (C. Magris, Il Danubio)
lunedì 9 febbraio 2009
domenica 8 febbraio 2009
Sorella Morte
Oltre all'umana, naturale e genuina paura della morte ce ne stanno mettendo addosso un'altra. Quella di non poter morire
giovedì 5 febbraio 2009
L'inchiostro patacca le menti? o le menti pataccano l'inchiostro?
La Pazza cosa subisce del Pazzo? Il fascino della sua mente o del suo inchiostro?
continuo domani....
continuo domani....
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