mercoledì 30 dicembre 2009

Il 2009

E siamo arrivati alla fine. E sembra sempre sia ieri che ti baciavo nel buio mentre la radio della macchina diceva, a lettere luminose, 1/01/2009. E invece un altro anno è andato via. Un anno faticoso. Mesi di preoccupazione per il piccolo che non stava bene, mesi di esami, di viaggi su e giù, col treno come prima certezza.

Un anno di sorrisi, di baci, di amore. Di crisi superate con la speranza e con la forza della tenerezza. Di grandi risultati, di sforzi premiati, di amicizie rafforzate. Di libri letti e meditati mentre il treno correva nel buio. Di nuove esperienze. Di vacanze al sole, e scoprire che mi piacciono le cozze.

Auguro a tutti voi un 2010 sereno e pieno di belle sorprese. Il 2009, l’anno della crisi economica e della suina, è stato per me un anno felice.

Vi abbraccio.

                                                    Stelladineve

giovedì 24 dicembre 2009

Tempo di Festa

 albero%20di%20natale%201 Quest’anno non ho fatto il calendario dell’Avvento. Per la prima volta da che mi ricordo, la mamma si è dimenticata di comprarmelo, e io più che lamentarmene non ho fatto. Mi è sempre piaciuto tanto, una casellina ogni giorno (quello con le figurette, niente cioccolato o sorpresine) fino all’arrivo di Babbo Natale, più due immaginate fino al mio compleanno, e quest’anno sono 20.

Oggi è il 24 dicembre, dice il calendarietto di Vista nell’angolo. Arrivo a Natale senza nessun conto alla rovescia, con tanta stanchezza e quattro denti in meno, ma con poca frenesia. Anche con poca voglia di scartare in pacchi, a dire il vero. Ma aspetto con ansia il 27, il momento di sedermi a tavola con la mia famiglia, non più in tre ma in quattro (vero Ste?) e magari anche in cinque (dai Amore vieni anche tu…).

Auguro a tutti voi un Buon Natale, nella speranza che domani il sole vi porti un sorriso. Vi abbraccio tutti, nessuno escluso. Preparate un bell’albero, stasera. E domani mattina accendete le lucine, e accogliete i vostri bambini nel lettone. Anche se tra tre giorni magari compiono vent’anni.

                                                Stelladineve

lunedì 21 dicembre 2009

….Domani

thumb_pomellato-dodo “La giovane donna attraversò a passo svelto la piazzetta innevata a cui i fiocchi che cadevano incessantemente conferivano un’atmosfera magica e irreale. Indossava un giaccone nero col bordo di pelliccia e una cuffia grigia, ai piedi calzava Moon Boot argentati. Si infilò rapida nel bar lì accanto dove si liberò dalla giacca. Era bionda, non troppo alta ma sottile. Portava un golfino azzurro con scollo a V sopra una camicia bianca e jeans neri. Alle unghie uno smalto rosso scuro, e al polso destro portava un bracciale Dodo con troppi animaletti e un altro più grosso, con un cuore e una stella. Al collo un fiocco di neve luccicante, alle orecchie due pendenti che terminavano con due angioletti brillanti. All’anulare della mano destra una fedina d’argento. Seduta a un tavolino sorseggiava un caffè bollente. Dalla borsa abbandonata sulla sedia lì accanto prese il telefono, e rispose al suo uomo.”

Io

100_0397 Scrivo questo post liberamente, così come mi viene, dopo aver letto quello di Irene.

Gli sguardi generali mi portano sempre a riflettere su chi sono io, anche se questo può risultare sociologicamente meno interessante di uno sguardo d’insieme, d’altronde chi mi conosce sa per me l’individualità è al primo posto, e combatto ogni giorno per essere “diversa” e insieme “normale”.

Mi sono sempre considerata una via di mezzo. Fa un po’ ridere vederlo nero su bianco ma cerco di continuare. Una via di mezzo tra chi studiastudiastudia e basta, e tra chi vive di eccessi, solo di giochi o solo di sofferenze. Ho sempre tanto studiato, al punto che prima degli esami le mie braccia sono coperte di eczemi, ho sempre voluto dare il massimo perché credo di meritare di ottenere il massimo da me stessa. Ho sofferto, sofferto nel profondo del cuore, ho conosciuti grandi delusioni, pianti laceranti senza mai perdere un sorriso di speranza. Ho preso decisioni sull’onda dei sogni, immaginando “come sarà” per poi scoprire che era meravigliosamente più bello e più vero. Ho sempre preferito di più stare a casa a leggere, non solo oggi che nevica e ho mal di denti, ma ora sto provando a vincere quest’inclinazione. Ho incontrato l’amore e ho smesso di averne paura.  Adoro la mia famiglia, le mie montagne e il mio piccolo mondo, e più di tanto so che non me ne allontanerò mai, perché io sono così. Mi sono infuriata per le ingiustizie, ho pianto di rabbia per poi trovare una soluzione colorata d’azzurro. Ho letto tutto ciò che c’era da leggere accanto al camino, e ora cerco di scrivere qualcosa io. Fuggo le folle, la gente, le feste come la peste, cerco comprensione e sincerità, ambienti silenziosi e raccolti in cui posso dirvi chi sono io, e stare a sentire che siete voi

(Irene scusami. Non c’entra molto con quello che hai scritto tu. Però l’ho scritto davvero dopo averti letto :) )

venerdì 18 dicembre 2009

In convento

suore_jpg "Ma tu sei matta, sei in collegio da un anno e mezzo e vuoi anche rimanerci ancora”. Quante volte l’ho sentito dire, da chi è lì dentro come me e da chi mi guarda da fuori, magari immaginando chissà che realtà fatta di proibizioni e di silenzi. E invece io lì ci voglio rimanere perché sto costruendo le amicizie più belle della mia vita, ed è per questo che cerco ogni giorno di contribuire un po’ a risolvere i problemi che si creano, perché a me piace lì. Mi piace anche se devo rientrare alle dieci alla sera, tanto posso rimanere a chiacchierare e andare a dormire presto così poi la mattina si studia. E posso studiare quando voglio, nella mia stanza in cui sposto i mobili un giorno sì e l’altro pure anche se qualcuna mi dice che è una scemata, posso studiare finché qualcuno non bussa e allora scattano le chiacchiere e il the. E viviamo insieme senza essere troppo insieme, e allora c’è un equilibrio magico e se litighiamo risolviamo e capiamo che ci vogliamo bene davvero. E ci facciamo coraggio.

E correre alla sera nel corridoio in camicia da notte anche se è vietatissimo, al freddo. Per poi bussare e…..”Laura Laura fammi entrare!”

mercoledì 16 dicembre 2009

Come oggi

Ci sono giornate che scivolano via proprio così, come oggi. Nel silenzio, nella noia. Giornate sfumate, giornate sfocate, giornate nebbiose, giornate malate. Giornate noiose. Proprio non sai cosa fare, cerchi un’occupazione che non ti stordisca, qualcosa che ti permetta di non dire, almeno per un po’ “che mal di denti, ho tanto freddo”. E stai un po’ nel letto a leggere “L’ora delle streghe,”05-Romantic_Friedrich_Wanderer-Above-Sea-and-Fog e appena cominci a sentirti anche tu posseduta da uno spirito maligno pianti lì prima che sia troppo tardi, cambi lo sfondo al blog circa duemila volte e speri non metta fuori bandiera bianca, leggi un po’ di Vanity per sentirti viva e metti un po’ di Rouge Noir per sentirti umana mentre lui ti manca così tanto, mentre tuo fratello si riempie del tuo profumo e mentre cerchi di non soffocare ti dice “Buono, questo Chanel n.5”. Ottimo. 

E poi fai la doccia tremando di freddo e ti accorgi che ti senti un po’ meglio, e con i capelli puliti e raccolti, il golf e la sciarpa ti siedi al tavolo perché vuoi scrivere qualcosa. Ma non sai scrivere proprio nulla, oggi.

martedì 15 dicembre 2009

Più di un mese…..

Mi sono resa conto, un po’ con orrore, che non scrivo da più di un mese….vediamo un po’ le giustificazioni…dunque….ho dato due esami, ho tolto ieri sera altri due denti, ma soprattutto…quando viene l’ispirazione il computer non c’è mai.                                                       Ho festeggiato il primo Anniversario con Mauri, spolverando ho rotto lo gnomo portafortuna, ho letto un libro pazzesco e delirante, ne ho cominciato un altro…sono sempre io.

Il secondo bloggheanno è passato inosservato, me ne sono dimenticata con grande dispiacere. Con calma, vedrò di recuperare il tempo perduto.

Con piacere ho notato che, nonostante la mia assenza, il contatore delle visite non si è fermato un attimo. Vi ringrazio