
"Forse scrivere significa colmare gli spazi bianchi dell'esistenza, quel nulla che si apre all'improvviso nelle ore e nei giorni, fra gli oggetti della camera, risucchiandoli in una desolazione e in un'insignificanza infinita" (C. Magris, Il Danubio)
venerdì 22 maggio 2009
...Sarò lapidata....

martedì 19 maggio 2009
La Musa e la scrittrice, ovvero Eclettismo e Fantasia

lunedì 18 maggio 2009
...incipit?

Su una delle panchine della più bella piazza della città di Sindone e Superga, sulle rive del Po, giaceva abbandonato un pacco giallo chiuso con lo spago, che sembrava contenere qualcosa di rettangolare e sottile. Intorno alla panchina si era radunata una folla incuriosita che lo osservava, per nulla intimorita. Non era nulla di pericoloso, di sicuro, era semplicemente misterioso che un pacco se ne stesse lì tutto solo in pieno giorno su una panchina. C'era un post-it rosa attaccato, che recava la scritta "Nel caso ce ne fossero in giro altri, è questo qui". Ma ovvio, che non ce n'erano altri, è una cosa così insolita! Questo pensavano i Torinesi che nel frattempo avevano formato un capannello consistente lì in piazza. Alcune mamme tenevano fermi i loro bambini che avrebbero voluto agguantare il pacco, desiderio del resto malcelato da tutti i presenti. D'un tratto, con fragorosissimo silenzio in quella caciara sbucò da una delle vie laterali un ragazzo alto che si muoveva ondeggiando, stile Pippo, con trascurata eleganza, trascinandosi dietro una valigia piccola, da week end. Molto piccola, in confronto alla sua statura. Egli si diresse con passo sicuro verso la panca incriminata, lesse divertito il post-it e raccolse il pacco, gettando un'occhiata che voleva essere di sfida ai curiosi, ma sulle sue labbra già tremava il sorriso. Noncurante, infilò il suo tesoro nella tasca del trolley e si incamminò rapido verso la stazione di Porta Nuova. Piano piano la folla si diradò, delusa, mentre le Alpi e la Mole rimanevano a guardare
domenica 17 maggio 2009
Dire la mia
Si fa. Lo fanno in tanti, una volta ogni tanto o spesso, di nascosto o sfrontatamente, per un motivo particolare o per seguire gli altri, per divertirsi o che ne so. Ma soprattutto se ne parla. Sul treno, sull'autobus, al bar, a una cena, a una festa, a scuola o all'università. Come se fosse una cosa normale, legittima, come mangiare o fare la spesa. Io non mi sono mai fatta una canna. E non credo di doverne andare orgogliosa, mi sembra talmente limpidamente giusto e "normale. E non perché io sia bacchettona o "chiusa", anche se, a ben vedere, fa male ed è illegale, per cui....Ma perché vivo di altro. Di me così come sono. Senza aver bisogno di fare quello che fanno tutti. E soprattutto senza aver bisogno di parlarne.venerdì 15 maggio 2009
Incapacità


Dondolando i piedi al di là del parapetto, la Principessa si chiedeva se sarebbe riuscita lo stesso a dimostrargli il suo amore
mercoledì 6 maggio 2009
...Parola del Pazzo...
domenica 3 maggio 2009
L'uomo, la bambina e l'albero



