giovedì 28 gennaio 2010

I martiri

Post di semplice riflessione, tra una pagina e l’altra del libro di Storia e del Secolo Breve. Post apolitico. Giusto un rapido pensiero.

Ieri era il giorno della Memoria. Ovunque manifestazioni, spettacoli teatrali, il film su Anna Frank alla tele, le lezioni speciali a scuola. Giustissimo tutto questo, il genocidio ebraico è una delle pagine più brutte della storia di tutti i tempi. Però non è l’unico. Negli stessi campi di concentramento morirono molti altri, omosessuali, malati, oppositori del regime. Durante la prima guerra mondiale gli Armeni di Turchia furono STERMINATI. Successivamente, migliaia di Italiani, giuliani e dalmati morirono orrendamente nelle foibe del Carso ad opera di Tito. Così come gli ebrei avevano come unica colpa quella di essere ebrei, quelli avevano come unica colpa quella di essere italiani. Dovevano SPARIRE da quel territorio. E furono cancellati: lapidi di italiani eliminate da cimiteri in Istria e registri parrocchiali bruciati.

Per ricordare queste vittime non solo non ci sono pubbliche manifestazioni, ma i libri di storia dedicano a ciascuno una media di due righe. Il Secolo Breve, saggio che ripercorre e cerca di interpretare il lasso di tempo che va dal 1914 al 1991 non nomina questi massacri. Non un cenno. E siccome l’esame è martedì l’ho letto tre volte ;)

Mi chiedo solo: perché? Ci sono massacri di seria A e di serie B? o le vittime del comunismo devono essere taciute per qualche motivo?

domenica 24 gennaio 2010

A volte ritornano

ricordi completi di odori e sensazioni tattili. Oggi è il turno di quel ricordo lì, di quell’oggetto che odiavo e che ho deciso avrei dimenticato per sempre e mai più rivisto dopo l’ultimo giorno di scuola. La Nera Signora, che stava lì inquietante e silenziosa dai tempi del fascismo, sempre più sporca e rovinata ma sempre lì, incombente e faslavagnatidiosa. Quella polvere dall’odore sgradevole che irritava le mani e macchiava i vestiti, attenta al golf nero! Quel suo schiavetto sempre più repellente che tante volte è stato usato come arma impropria. E poi la sensazione che irradiava, quella donna mostruosa. Bastava avvicinarsi un po’ che non capivi più nulla. Interrogazioni lente, faticose, con attenzione scrivevi un numero cercando di non contaminarti le unghie, mentre eri sorda ai suggerimenti che giungevano dalla platea a cui la Nera Signora non era riuscita a sottrarre il cervello. A volte provavi  lottare, allora ti sentivi presa dalla sicurezza e andavi spedita….un numero dopo l’altro, positivi e negativi “ si fa così….poi così poi così…riporto di uno…questo lo metto sotto…qua semplifico così…radice quadrata di 67682333 qualcuno la sa? ecco, finito. Giusto?”…per poi sentirsi dire, inesorabilmente “soluzione originale, ma è sbagliato”. E la Nera Signora aveva vinto di nuovo. Non si scappava alla maledizione della lavagna

giovedì 14 gennaio 2010

Mi piace vederti girare per casa

Com’è difficile tornare dalle vacanze, scrivere l’elenco degli impegni, ricominciare a studiare. Non c’è un momento di pausa, ti siedi a scrivere e subito qualcuno ti chiama.

Il titolo….Ho letto un pezzo su questa frase qualche tempo fa da Pim. Le mie vacanze a Valtournenche sono finite così, quattro giorni là da soli io e il mio fidanzato, mentre la neve cadeva lenta e silenziosa fuori dalla finestra. Ed è stato così bello, così semplice e quotidiano, così divertente preparare da mangiare insieme….Così rassicurante vederlo camminare per il mio ambiente sereno e rilassato. Ed è stato brusco il ritorno a casa, lunghe ore da sola, svegliarsi e non sentire il suo respiro.