Post di semplice riflessione, tra una pagina e l’altra del libro di Storia e del Secolo Breve. Post apolitico. Giusto un rapido pensiero.
Ieri era il giorno della Memoria. Ovunque manifestazioni, spettacoli teatrali, il film su Anna Frank alla tele, le lezioni speciali a scuola. Giustissimo tutto questo, il genocidio ebraico è una delle pagine più brutte della storia di tutti i tempi. Però non è l’unico. Negli stessi campi di concentramento morirono molti altri, omosessuali, malati, oppositori del regime. Durante la prima guerra mondiale gli Armeni di Turchia furono STERMINATI. Successivamente, migliaia di Italiani, giuliani e dalmati morirono orrendamente nelle foibe del Carso ad opera di Tito. Così come gli ebrei avevano come unica colpa quella di essere ebrei, quelli avevano come unica colpa quella di essere italiani. Dovevano SPARIRE da quel territorio. E furono cancellati: lapidi di italiani eliminate da cimiteri in Istria e registri parrocchiali bruciati.
Per ricordare queste vittime non solo non ci sono pubbliche manifestazioni, ma i libri di storia dedicano a ciascuno una media di due righe. Il Secolo Breve, saggio che ripercorre e cerca di interpretare il lasso di tempo che va dal 1914 al 1991 non nomina questi massacri. Non un cenno. E siccome l’esame è martedì l’ho letto tre volte ;)
Mi chiedo solo: perché? Ci sono massacri di seria A e di serie B? o le vittime del comunismo devono essere taciute per qualche motivo?