martedì 29 giugno 2010

Guardando dove piove

La Pazza stava seduta sul davanzale, con la guancia appoggiata alla finestra, e osservava l'acqua scrosciare e la grandine abbattersi sui tetti delle macchine, bollandole con violenza.

Lei era così, era sempre rimasta…dove non pioveva, sotto un ombrello. Un ombrello qualche volta nero, qualche volta rosa, spesso azzurro. Aveva camminato sotto quell’ombrello, sempre. Aveva visto, vissuto, sofferto. Si era chinata a vedere la sofferenza più vera, la rabbia più crudele. Schizzi di sangue e fango l’avevano colpita mentre piangeva. Ma lei aveva l’ombrello, lo scudo, la forza. E andava avanti senza mai deviare. Impegnandosi, amando,lottando .Amandosi. Ogni tanto osservava i suoi fianchi allo specchio e correva a pesarsi. Poi cucinava piatti d’amore.

E ora era al sicuro a guardare la pioggia, scacciava l’ansia che era la sua vera nemica con qualche pensiero sereno. E se qualcosa la turbava, mandava un messaggio a un’amica che non aveva mai incontrato ma di cui si fidava, e insieme ne parlavano.

Era fortunata lei, ad avere l’ombrello della forza.

domenica 20 giugno 2010

Un padre e una figlia

("25 ottobre 2008)
Con un padre litigherai tanto, avrai divergenze di vedute e di principi. Arriverete a insultarvi, a non parlarvi per settimane. Ma lo difenderai sempre davanti agli altri, a spada tratta, irrazionalmente, perché è il tuo papà. Riconoscerai subito il suo profumo sul cuscino, anche se ora dorme in un letto diverso in una casa diversa. Avvertirai con tenerezza gioiosa il suo russare, se sono anni che non dormite nella stessa casa. Ti intrufolerai nel vano mansardato della sua stanza dove tiene i libri e riempirai lo zaino; ma alla porta perderai buona parte del bottino, questo non l'ho letto, questo nemmeno, questo non me lo ridaresti più....A un padre non dirai mai di avere un blog, ma gli farai leggere da un quaderno pezzi che non hai pubblicato. Per un padre ti preoccuperai, ti agiterai, ti incazzerai. Farai di tutto per aiutarlo, anche se sai che non puoi. Con un padre troncherai una telefonata, dieci, cento. Spegnendo il telefono con rabbia. Vedrai con chiarezza e timore i suoi difetti e le sue colpe immense. Ma terrai sempre quella foto sulla scrivania. Quella con te bambina. Con quello sguardo rapito che per un'altra donna non ha avuto, non ha, non avrà mai.

venerdì 18 giugno 2010

Si scioglie

e poi si scioglie il nodo, all’improvviso…Appena smetti di provarci tu lui si libera da solo, via. E torna la vita di prima. Non appena smetti di massaggiarlo, di metterci su il balsamo ogni mattina, o anche nervosamente di tirarlo.

E le metafore sono strane in confronto alla vita. Perché se avessimo tirato ancora per scioglierlo, il nodo avrebbe spezzato la corda. E non ci sarebbe stato più nulla da fare.

E invece ora è sciolto, e la corda danza libera nelle nostre mani. Ed è di nuovo sole, baci, risate, il tuo sorriso. E la nostra vita, e la mia mano nella tua. Ti amo