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mercoledì 16 gennaio 2013

Chi ben comincia #6

Sesta puntata della rubrica Chi ben comincia... vi ricordo le regole:


  • prendete un libro qualsiasi dalla vostra libreria
  • copiatene le prime righe (possono essere 5, 10, 20...)
  • aspettate i commenti!

Oggi vi posto l'incipit di Lettera da una sconosciuta, di Stefan Zweig. Da questo libro è stato tratto l'omonimo film di Max Ophuls, del 1948, con il meraviglioso Louis Jourdan. Uno dei rari casi in cui il film supera il libro. Se non l'avete mai guardato, fatelo!


"Quando di primo mattino il famoso romanziere R. fece ritorno a Vienna da una ritemprante vacanza di tre giorni in montagna e alla stazione comprò un giornale, subito si sovvenne, dando appena una scorsa alla data, che quello era il giorno del suo compleanno. Quarantun anni, se ne rammentò immediatamente, e la considerazione non gli fece né bene né male. Sfogliò alla svelta le pagine del quotidiano e tornò a casa con una vettura di piazza. Il domestico gli riferì che in sua assenza c'erano state due visite nonché alcune telefonate, e gli portò su un vassoio la posta di quei giorni. Lo scrittore diede un'occhiata neghittosa e aprì, strappandole, un paio di buste che lo interessavano per via del mittente; sul momento mise invece da parte una lettera, la cui grafia non conosceva, e che gli sembrava troppo voluminosa.  Intanto gli era stato servito il té, lui si appoggiò comodamente alla spalliera della poltrona, sfogliò ancora una volta il giornale e alcuni stampati; poi si accese un sigaro e, infine, prese la lettera che aveva scartato".

giovedì 10 gennaio 2013

Chi ben comincia #5

Ecco qui la quinta puntata della rubrica Chi ben comincia. Le regole sarebbero queste:

  • Prendete un libro qualsiasi dalla vostra libreria
  • copiate le prime righe del libro (possono essere 10, 15, 20 righe)
  • aspettate i commenti!

Oggi ho voglia di mettervi alla prova. Posto l'incipit di uno dei miei libri preferiti... e ditemi voi qual è! 

Aiutino... il romanzo comincia con un prologo, che qui salto...

"La tomba era grande, massiccia, davvero imponente: una specie di tempio tra l'antico e l'orientale, come se ne vedeva nelle scenografie dell'Aida e del Nabucco in voga nei nostri teatri d'opera fino a pochi anni fa. In qualsiasi altro cimitero, l'attiguo Camposanto Comunale compreso, un sepolcro di tali pretese non avrebbe affatto stupito ed anzi, confuso nella massa, sarebbe forse passato inosservato. Ma nel nostro era l'unico. E così, sebbene sorgesse assai lontano dal cancello d'ingresso, in fondo a un campo abbandonato dove da oltre mezzo secolo non veniva sepolto più nessuno, faceva spicco, saltava agli occhi."


venerdì 28 dicembre 2012

Chi ben comincia #4

Eccoci alla quarta puntata della rubrica Chi ben comincia, la cui regolarità è andata a farsi benedire a causa della mia inesistente costanza.

Vi ricordo le regole:
  • Prendete un libro qualsiasi dalla vostra libreria
  • copiatene le prime righe
  • aspettate i commenti.

Come vi avevo già anticipato nella recensione del libro, vorrei proporvi un assaggio di Figlio di nessuno di Mariangela Altamura.

"Alcuni filosofi dicono che il mondo sia stato creato dall’acqua,
altri dall’aria, e altri ancora dal fuoco. Ma se è il fuoco stesso
a creare il mondo, allora ha anche il potere di distruggerlo.
Dei quattro elementi il fuoco è forse quello che gli uomini
temono di più, perché esso è come un leone: una volta che sei
finito nelle sue fauci, uscirne vivi è impossibile; per lui l’uomo
è cibo, vita, ed è grazie ad esso che il fuoco può prosperare e
divampare, senza mai riuscire ad estinguersi. Il fuoco è eterno
come il sole, le stelle, l’universo, l’infinito.
Quella sera di novembre del 2002, al fuoco era bastato poco
tempo per fare di una famiglia della semplice cenere grigia. E
quella semplice cenere grigia era stata dispersa nell’aria, così, come tutto era iniziato: è iniziato tutto da un granello di cenere, ed è con la cenere che tutto è finito. Dal nulla è stato
creato il tutto, e dal tutto è rimasto il nulla."

mercoledì 19 dicembre 2012

Chi ben comincia #3


Eccoci alla terza puntata della rubrica Chi ben comincia!

Vi ricordo le regole...


  • Prendete un libro qualsiasi dalla vostra libreria
  • copiate le prime righe del libro (possono essere 10, 15, 20 righe)
  • aspettate i commenti!
Il libro che ho scelto oggi per voi è Cose che nessuno sa di Alessandro D'Avenia, che mi ripropongo di rileggere presto.


"Compie quattordici anni e sta seduta a prua. Gli occhi verdi, ridenti e malinconici, sono calamitati dall’orizzonte: una linea troppo netta per non averne paura. Il mondo è una conchiglia. Fa eco alla luce, dà tutta quella che riceve, anche sotto forma di ombre. E la luce è l’unico comandamento dell’alba. Un comandamento ruvido, perché quando si viene alla luce viene anche da piangere.

«Sembri una polena!» le urla il padre cercando di vincere il rumore del vento che sospinge la barca al largo della Baia del Silenzio. Gabbiani accarezzano l’acqua in cerca di prede e stanchi si posano sul mare. L’odore secco della costa è già lontano."

giovedì 13 dicembre 2012

Chi ben comincia #2

Eccoci alla seconda puntata della rubrica Chi ben comincia!

Vi ricordo le regole...


  • Prendete un libro qualsiasi dalla vostra libreria
  • copiate le prime righe del libro (possono essere 10, 15, 20 righe)
  • aspettate i commenti!
Il libro che ho scelto per voi oggi è Il corpo umano di Paolo Giordano...

"Negli anni successivi alla missione, ognuno dei ragazzi s'impegnò a rendere la propria vita irriconoscibile, finché i ricordi di quell'altra, dell'esistenza di prima, non si macchiarono di una luce fasulla, artificiale, ed essi stessi non si convinsero che niente di quello che era accaduto fosse accaduto realmente, o per lo meno, non a loro. Anche il tenente Egitto ha fatto del suo meglio per dimenticare. Ha cambiato città, reggimento, lunghezza della barba e abitudini alimentari, ridefinito certi antichi conflitti privati e imparato a tralasciarne altri che non lo riguardavano - una differenza che non conosceva affatto, prima".

La mia recensione di questo romanzo la trovate qui

mercoledì 5 dicembre 2012

Chi ben comincia! #1

Torno a parlarvi di libri, anche se in forma diversa. Vi presento la nuova rubrica Chi ben comincia, ideata da Alessia del blog Il profumo dei libri, che vi consiglio di visitare.

Le regole sono semplici:

  • Prendete un libro qualsiasi dalla vostra libreria
  • copiate le prime righe del libro (possono essere 10, 15, 20 righe)
  • aspettate i commenti!
Trovo che l'idea sia davvero simpatica e originale: amo leggere le prime pagine di un libro prima di acquistarlo (sì, scetticoni, si può anche con gli ebook), e in più ho sempre pensato che una delle cose più difficili per un autore fosse "l'attacco", e proprio per questo adoro analizzare gli incipit dei libri...

Penso che la rubrica avrà cadenza settimanale, spero di riuscire a mantenere la promessa!

Dopo aver letto Il tempo tagliato, mi è venuta voglia di risfogliare un altro libro curatissimo dal punto di vista sintattico - lessicale che ho letto nell'estate del 2008. Si tratta di Un cappello pieno di ciliegie, di Oriana Fallaci.




Ora che il futuro s’era fatto corto e mi sfuggiva di mano con l’inesorabilità della sabbia che cola dentro una clessidra, mi capitava spesso di pensare al passato della mia esistenza: cercare lì le risposte con le quali sarebbe giusto morire. Perché fossi nata, perché fossi vissuta, e chi o che cosa avesse plasmato il mosaico di persone che da un lontano giorno d’estate costituiva il mio Io. Naturalmente sapevo bene che la domanda perché-sono-nato se l’eran già posta miliardi di esseri umani ed invano, che la sua risposta apparteneva all’enigma chiamato Vita, che per fingere di trovarla avrei dovuto ricorrere all’idea di Dio. Espediente mai capito e mai accettato. Però non meno bene sapevo che le altre si nascondevano nella memoria di quel passato, negli eventi e nelle creature che avevano accompagnato il ciclo della formazione, e in un ossessivo viaggio all’indietro lo disotterravo: riesumavo i suoni e le immagini della mia prima adolescenza, della mia infanzia, del mio ingresso nel mondo. Una prima adolescenza di cui ricordavo tutto: la guerra, la paura, la fame, lo strazio, l’orgoglio di combattere il nemico a fianco degli adulti, e le ferite inguaribili che n’erano derivate. Un’infanzia di cui ricordavo molto: i silenzi, gli eccessi di disciplina, le privazioni, le peripezie d’una famiglia indomabile e impegnata nella lotta al tiranno, quindi l’assenza d’allegria e la mancanza di spensieratezza. Un ingresso nel mondo del quale mi sembrava di ricordare ogni dettaglio: la luce abbagliante che di colpo si sostituiva al buio, la fatica di respirare nell’aria, la sorpresa di non star più sola nel mio sacco d’acqua e condivider lo spazio con una folla sconosciuta.